Le garanzie internazionali


Una garanzia si definisce accessoria quando riveste contenuto a carattere subordinato e sussidiario rispetto alla prestazione contrattualmente prevista. Essa dovrebbe in altre parole scattare solo se ed in quanto detta prestazione essenziale non trovi completa, puntuale o regolare esecuzione. Tale tipologia di garanzia risulta scarsamente utilizzata nel commercio internazionale, in quanto non realizza:
- l’interesse del beneficiario di ottenere un pagamento certo e rapido;
- l’interesse della banca di non essere coinvolta nelle controversie tra importatori ed esportatori, molto frequenti in considerazione del problema relativo all’accertamento della situazione di inadempienza.
Ciò ha portato allo sviluppo delle garanzie autonome, definite anche “a prima richiesta” oppure “a semplice richiesta”, che consentono alle controparti commerciali di addivinere a pattuizioni certe nonché alle banche di rilasciare impegni ben determinati sia nell’importo sia nella scadenza, oltre che assolutamente svincolati dal rapporto sottostante. Una garanzia si definisce infatti autonoma quando risulta indipendente rispetto al contratto principale garantito. Ne deriva che la banca garante non può opporre, per evitare l’adempimento della propria obbligazione, alcuna eccezione tratta dal rapporto fondamentale. Il contratto di garanzia - nella tipologia in questione - non ha pertanto come funzione preponderante quella di garantire l’adempimento dell’obbligazione principale del debitore, bensì quella di indennizzare il beneficiario nel caso si verifichino determinati eventi indicati nella garanzia stessa, trasferendone così i relativi rischi sulla banca garante. Le garanzie autonome prestate a supporto di obbligazioni contrattuali sottostanti sono note nella terminologia anglossassone come “bonds” e sono state create dalla prassi degli operatori commerciali quale strumento di protezione contro l’altrui inadempimento. Tale tipo di garanzia si realizza normalmente tramite la ritenzione presso la parte esposta della disponibilità di una certa percentuale del corrispettivo convenuto o delle rate in cui esso è frazionato. L’intervento della banca, con un proprio impegno di firma, mira in questi casi a sostituire quella che può definirsi una vera e propria costituzione in pegno, assumendo in proprio l’obbligo di indennizzare il soggetto beneficiario della garanzia ed assicurando così, in nome e per conto del proprio cliente, il puntuale soddisfacimento delle rivendicazioni della controparte.
 

GARANZIE CONTRATTUALI MAGGIORMENTE FREQUENTI

Al fine di agevolare i vari operatori nelle proprie attività in ambito estero, consentendo una gestione più efficace e razionale delle relative trattative a carattere commerciale, è opportuno presentare e descrivere sinteticamente i casi più frequenti nei quali viene richiesta la garanzia delle banche a supporto di un contratto internazionale. Ricordiamo che normalmente, mentre le operazioni commerciali coperte hanno durata pluriennale in quanto ragioni tecniche dettano tempi abbastanza lunghi, le garanzie bancarie tendono ad avvicendarsi senza soluzione di continuità ma in forme e con scopi ben distinti. Ricordiamo ancora che, al fine di individuare affidabili capacità tecniche ottenendo al contempo dai fornitori quotazioni competitive, gli appalti vengono assegnati previa indizione di gare; che i relativi pagamenti – supposto risolto il problema del finanziamento (con disponibilità proprie o con l’ottenimento di fondi da terzi) – hanno normalmente luogo sulla base del progressivo adempimento ad opera del fornitore (“stati avanzamento lavori”) o “contro documenti”, siano questi rappresentativi delle merci o dimostrativi dell’avvenuta spedizione; che l’ultima rata viene in ogni caso versata a collaudo avvenuto, previa manifesta e formale espressione del gradimento finale del committente; che la terminologia internazionale usata è quella inglese e che in parentesi viene indicato il corrispondente italiano.
 

Overdraft Facilty (Garanzia a copertura linee di fido concesse da Banca estera)
 

Normalmente viene prestata a fronte della necessità di affidamenti, sia di tipo commerciale che finanziario, manifestata da filiali estere o JV riconducibili ad operatori nostrani che si affacciano sui mercati internazionali. A valere sulle linee di credito concesse alla casa madre la banca rilascia una sorta di copertura in bianco in favore di primari istituti locali, in base a cui essi procedono con tutta tranquillità a mettere a disposizione il relativo controvalore nelle più svariate forme tecniche richieste dal beneficiario in funzione delle proprie esigenze operative. In questo modo viene sostanzialmente facilitato l’accesso al credito da parte di soggetti scarsamente conosciuti in loco, che altrimenti presenterebbero evidenti difficoltà nel reperire le risorse economico finanziarie indispensabili per la loro attività.
 

Bid Bond (Garanzia di mantenimento dell’offerta)
 

Copre il primo stadio della fornitura, quello relativo al concorso per l’aggiudicazione. Viene rilasciato nell’interesse di chi intende partecipare ad una gara di appalto ed è sostitutivo di un deposito cauzionale obbligatorio, commisurato in percentuale al valore del contratto (solitamente non oltre il 10%). L’obbligo assunto dalla banca consiste nel pagare una determinata somma qualora, avvenuta l’aggiudicazione della commessa, il vincitore rinunci alla medesima, costringendo il committente ad accettare un’offerta di prezzo superiore o ad indire una nuova gara. Scopo del Bid Bond è inoltre quello di selezionare implicitamente i partecipanti, escludendo in anticipo chi non abbia le capacità tecniche e finanziarie per concorrere. L’impegno ha ovviamente una scadenza ben definita, che coincide di norma con l’aggiudicazione. Questa dovrebbe comportare automaticamente la restituzione della garanzia; subito agli altri partecipanti (perdenti) alla gara, dopo la firma del contratto ed il rilascio di un “Performance Bond” al vincitore. Purtroppo ciò non sempre si verifica; è anzi frequente la mancata restituzione da parte dell’appaltante (specie se trattasi di enti di stato di paesi arabi) al partecipante perdente.
 

Performance Bond (Garanzia di buona esecuzione dei lavori)
 

Come il Bid, il Performance Bond risponde a diverse finalità. Intanto, dato il maggior importo della garanzia (normalmente tra il 5 ed il 15% a seconda dell’oggetto contrattuale), l’impegno della banca è in un certo senso un avallo delle capacità tecniche, sia di adempimento degli obblighi contrattuali che di buona esecuzione, ed implicitamente della situazione finanziaria dell’impresa fornitrice. La stessa ragione consente poi al committente di attingere con rapidità a notevoli risorse liquide in caso di inadempienza del fornitore, che a sua volta è spronato ad una perfetta esecuzione della prestazione contrattuale. Il Performance Bond è emesso per definizione fino a completa esecuzione del contratto, la cui data è normalmente stabilita in via preventiva. Nei casi di grandi lavori o di forniture di impianti completi “chiavi in mano”, esso è solitamente sostituito da un’ulteriore garanzia; il “Maintenance Bond (cfr. oltre).
 

Advance Payment Bond (Garanzia di rimborso di pagamento anticipato)
 

Come noto, la maggior parte dei contratti internazionali prevede che una certa percentuale del valore del contratto aggiudicato venga corrisposta in anticipo. Tale percentuale varia in genere dal 5 al 20-25%, in relazione ai rapporti tra contraenti, all’importo della commessa, alle disponibilità finanziarie dell’acquirente, agli usi relativi al tipo di lavoro o fornitura, ecc. Il pre-pagamento mira a consentire al fornitore di fronteggiare le necessità immediate connesse alle spese da sostenere all’origine e nel paese di destino. L’impegno immediato dell’acquirente richiede ovviamente adeguata tutela contro il rischio di insolvenza del fornitore. E’ prassi corrente che la garanzia sia gestita in parallelo al progredire dei pagamenti. L’importo vincolato si riduce quindi progressivamente nel tempo man mano che questi hanno luogo, fino alla completa estinzione. Conferma delle decurtazioni viene normalmente inviata al fornitore, che provvede ad informare la banca garante. Questo tipo di garanzia normalmente comprende e contempla, in caso di escussione, anche gli interessi sull’importo anticipato.
 

Payment Guarantee / Deferred Payment Guarantee (Garanzia di pagamento / pagamento differito)

E’ emessa a tutela del venditore per il pagamento dell’importo dovuto entro la data stabilita da parte dell’acquirente. Nelle attività di import export la garanzia di pagamento / pagamento differito viene spesso rilasciata al posto del credito documentario, in caso di consegna contro fattura. L’entità della garanzia corrisponde di norma al prezzo di acquisto, ma può essere convenuta anche per un importo inferiore. La sua durata va fino alla data prevista per il pagamento, con l’aggiunta di un cosiddetto “mailing time” (normalmente 15/20 giorni) che permetta al beneficiario di rispettare tempi e modi di una eventuale escussione.
 

Retention Money Bond (Garanzia sostitutiva di somme trattenute)

Data la possibile insorgenza, in periodi anche successivi alla consegna o alla definitiva approvazione, di difetti non immediatamente individuabili, può essere previsto il vincolo a garanzia, in un apposito conto, di parte (solitamente il 10%) dei pagamenti effettuati dal committente. Poiché per il fornitore il ritardato incasso di una cospicua aliquota di quanto gli è dovuto risulta certamente pregiudizievole, esiste anche in questo caso la convenienza al rilascio di garanzia bancaria sostitutiva. Il termine più corrente di durata di questo impegno è di un anno dalla consegna del lavoro o dell’impianto. La scadenza coincide normalmente con il gradimento finale e formale della prestazione contrattuale, ma può ovviamente estendersi anche oltre.
 

ALTRE FORME DI GARANZIA CONTRATTUALE
 

Accanto a quelle sopra menzionate, di carattere ed uso generale, esistono numerose garanzie specifiche, ciascuna diretta a tutelare un singolo aspetto del contratto, che possono di volta in volta essere richieste dalla parte interessata. Tra le principali ricordiamo le seguenti:
Maintenance Bond (garanzia di manutenzione), utilizzato qualora le clausole contrattuali dispongano per un periodo di manutenzione dell’impianto successivo al collaudo e all’approvazione. A differenza del Retention Money Bond, che di norma assume valori crescenti in relazione ai pagamenti effettuati, il Maintenance Bond (pari di solito al 5%) resta costante per tutto il periodo di validità;
Customs Bond (garanzia di pagamento dei diritti doganali), che si emette in favore dell’erario locale all’atto dell’importazione temporanea di macchinario ed equipaggiamento necessari ai lavori di contratto;
Working Capital Replenishment Bond (garanzia fideiussoria su anticipi), rilasciato dalla casa madre dell’impresa che esegue i lavori o dalla banca estera di quest’ultima a favore del committente, qualora questo debba o voglia anticipare in valuta locale capitale circolante al fornitore.



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